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Il Ciclo della Pesca di Umberto Coromaldi nell'Esposizione romana del 1911
Data: 23/04/2025
La storia e il restauro di un'opera dimenticata.
A cura di Laura D'Agostino e Paola Iazurlo
Nel 1911 Roma capitale festeggiava solennemente i primi cinquant’anni dell’Unità nazionale. Fra le molte iniziative temporanee, la Mostra Etnografica e delle Regioni, allestita nell’area non ancora urbanizzata tra le pendici di Monte Mario e la riva del Tevere, offriva ai visitatori una passeggiata attraverso un’Italia in miniatura, fatta di culture diverse e specificità regionali raccontate nei singoli Padiglioni, ma finalmente unita, con le radici affondate in un glorioso passato e lo sguardo rivolto al futuro. In tale contesto il Padiglione della Pesca, costruzione effimera scenograficamente affacciata sul fiume, illustrava l’importanza di un’attività fonte primaria di ricchezza per una terra circondata dal mare. Proviene da qui il Ciclo della Pesca di Umberto Coromaldi (Roma 1870-1948), un lungo fregio dipinto su tela che ornava i prospetti principali dell’edificio, richiamando l’attenzione con la potenza delle figure e la vivacità dei colori.Smontato al termine della mostra, a seguito della demolizione del Padiglione, il Ciclo conosce spostamenti ripetuti e il buio dei depositi, che lo danneggiano gravemente e ne sbiadiscono il ricordo, ma oggi vive una nuova vita grazie a un intervento conservativo lungo e complesso che ne ha permesso il recupero e l’esposizione al pubblico. Gli studi e il restauro condotti dall’Istituto centrale per il restauro hanno permesso di far luce su un episodio importante ma poco noto di quella storica Mostra e su un artista la cui fortuna critica si è spenta troppo velocemente.
Saggi di:
Fabio Aramini, Alessandra Bruno, Laura D’Agostino, Barbara de Iudicibus, Francesca Fabbri, Maria Rita Giuliani, Paola Iazurlo, Marcella Ioele, Francesco Lia, Laura Medeghini, Ulderico Santamaria, Carlo Serino, Anna Luce Sicurezza, Rita Speziale, Andrea Viliani.
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